Musei per bambini in Puglia

Di solito i bambini tendono ad annoiarsi quando visitano i musei.

In Puglia, però ce ne sono alcuni dai quali non vorranno più uscirne.

LECCE: Museo Ferroviario della Puglia

Lecce si può percorrere un’affascinante viaggio nella storia dei trasporti della Puglia.Il Museo Ferroviario della Puglia è nato per opera di un gruppo di appassionati di ferrovie reali e in miniatura, costituitosi nel 1997 nell’ AISAF Onlus (Associazione Ionico Salentina Amici Ferrovie).La collezione di locomotive, carrozze e cimeli ferroviari, è andata via via crescendo, grazie alla disponibilità degli spazi messi a disposizione dal Comune di Lecce, e delle acquisizioni di rotabili provenienti dalle Ferrovie dello Stato, Ferrovie del Sud Est, Manifattura Tabacchi di Lecce.

Visitandolo, i più giovani vivono un’esperienza entusiasmante, tra locomotive, carri e carrozze di tutte le epoche,  plastici e diorami realizzati con elevata  precisione e dovizia di particolari

La durata della visita è in genere di un paio d’ore; l’interesse destato dalla storia della tecnica ferroviaria, con particolare riferimento a quella locale, fa il paio con la suggestione delle ambientazioni di un’epoca in cui il trasporto terrestre avveniva quasi esclusivamente per ferrovia.I locali del Museo Ferroviario della Puglia si prestano inoltre come location unica e particolare per manifestazioni di vario genere quali spettacoli, mostre, set fotografici e cinematografici.

BRINDISI: Museo Archeologico Provinciale di Brindisi

Il Museo di Brindisi ha intrapreso un percorso di notorietà che va ben oltre i confini nazionali e matura una nuova impostazione che non si limita alla conservazione, tutela e valorizzazione del suo patrimonio, ma punta a costituire un polo attrattivo per nuove e diverse espressioni dell’arte e della cultura, anche attraverso il collegamento con altri soggetti presenti sul territorio.

Durante il percorso si possono vedere:

  • Materiali archeologici, tra cui due capitelli figurati, testimonianze superstiti della Abbazia benedettina di Sant’Andrea (sec. XI);
  • Notevoli esposizioni di ceramica che comprende vasi attici, vasi italioti, trozzelle, vasi sovra dipinti policromi, con esemplari realizzati fra il VI e III sec. a. C.;
  • La Sezione Epigrafica e Statuaria. Al centro della sala che ospita il lapidario, sono esposte statue decorative e iconiche di età romana, pertinenti a monumenti pubblici e privati dell’antica Brundisium;
  • Sezioni dedicate rispettivamente alla Preistoria e alla Messapia. L’ingresso alla Sezione Messapica è anticipato dalla presenza di una grande trozzella di destinazione funeraria.
  • Sezione dedicata a Brindisi in età romana, suddivisa in area urbana e in area necropolare. Il passaggio dall’abitato alle necropoli è scandito da una ricca raccolta di monete rinvenute sia in contesti funerari, sia in prossimità di quartieri abitativi e di aree monumentali e termali. Una serie di pannelli esplicativi e un grande plastico della necropoli, introducono il visitatore al regno dei morti ed ai suoi rituali funerari, vasi per derrate alimentari, vasi da banchetto, fibule, monili, cinturoni in bronzo, contenitori da toilette, oggetti riproposti in ampie vetrine.
  • Sculture bronzee rinvenute nelle acque di Punta del Serrone, spicca fra tutte la statua raffigurante il Console Lucio Emilio Paolo che nel 168 a. C. trionfò nella guerra di Macedonia.

Lungo il percorso non mancano “effetti sorpresa”, tra cui la riproduzione in scala di una prua di nave oneraria con anfore in situ.

GALLIPOLI: Museo del Mare

Il Museo ospita una sezione dedicata ai Cetacei, la piu’ importante raccolta presente in Puglia, con scheletri completi di Tursiope, Stenella, Grampoe Zifio, questi ultimi di notevole importanza scientifica e di estrema rarita’ nel panorama museale italiano.

Il museo è articolato in diverse sezioni: cetologica, rettili marini, invertebrati marini, ornitologica, acquari. Il percorso espositivo si snoda tra le meraviglie subacquee più piccole e la più importante collezione di cetacei della regione.

Si possono ammirare alcuni esemplari della tartaruga più diffusa nel Mediterraneo, la celebre Caretta caretta, la ricca e antica collezione ornitologica, uno spazio dedicato agli invertebrati marini con numerosi molluschi ed echinodermi crostacei. Particolarmente interessante è la collezione cetologica che comprende diversi scheletri di delfini, tra questi due Grampi, rispettivamente una femmina e il suo piccolino.

GALLIPOLI: MAREA – Centro di Cultura del Mare

All’interno dell’antico Chiostro dei Domenicani del ‘500, Marea si configura come un museo innovativo, un centro culturale per un’esperienza narrativa del mare e del territorio, con l’ausilio delle tecnologie e degli strumenti multimediali e interattivi di ultima generazione.

Per un’esperienza completa, Marea ti accompagna in una emozionante immersione nei fondali marini, in compagnia di delfini, tartarughe, squali e balene, grazie ai visori di Realtà Virtuale Oculus.

Non ospitando reperti, l’allestimento museale multimediale è un racconto suggestivo del mare, articolato tra contenuti audiovisivi, sensori, suoni, realtà aumentata e giochi interattivi, con lo scopo di offrire al visitatore la possibilità di immergersi nella natura e nelle profondità marine e insieme entrare in dialogo interattivo con i suoni e le visioni del territorio, alla scoperta della comunità che lo abita.

SAN SEVERO: MAT – Museo dell’Alto Tavoliere

Il MAT accompagna gli utenti nel passato del territorio attraverso il ricco patrimonio proveniente dalle aree archeologiche, dal Paleolitico al Medioevo.

L’esposizione delle collezioni è preceduta da due sezioni in cui viene raccontata la storia del territorio concepita come storia dei paesaggi e svelata attraverso i diari dei viaggiatori del passato e attraverso le fotografie aeree che hanno consentito la scoperta di siti archeologici.

Il percorso documenta la presenza di insediamenti umani nelle aree limitrofe sin dal Paleolitico. La collezione preistorica presenta materiali provenienti da recuperi casuali e da raccolte di superficie e i reperti originali sono affiancati da ricostruzioni e copie fedeli di oggetti che forniscono spunti di approfondimento sulla vita delle popolazioni preistoriche.

Il MAT contiene una delle più importanti collezioni di corredi provenienti da tombe di epoca daunia; gli oggetti giungono dalle necropoli delle località Serpente, Pedincone, Casone (a cui è dedicata un’intera sala) e dal centro urbano di San Severo. Tra gli oggetti più interessanti esposti, risulta estremamente significativa la presenza di stele, segnacoli tombali e di oggetti necorredi che sottolineano il prestigio del defunto (preziosi reperti in metallo, manufatti ceramici di cultura ellenizzante).

La sezione archeologica al piano superiore si conclude con una sala tematica dedicata alle forme di produzione della ceramica apula a figure rosse e dagli esiti rappresentati dalla ceramica policroma a tempera.

Il Lapidarium al piano inferiore ospita alcuni reperti di epoca romana, che consentono di comprendere la storia sociale di quest’area quando entrò nell’orbita politica ed economica di Roma tra III secolo a.C. e I secolo d.C. Una sala al piano inferiore documenta, infine, attraverso i reperti archeologici le produzioni che caratterizzano sin dalle epoche più antiche il territorio dell’Alto Tavoliere: il grano, il vino, l’olio e la pastorizia transumante.

All’interno del museo è stata istituita nel 2006 la Pinacoteca Luigi Schingo, costituita da quaranta opere tra dipinti, sculture e disegni, raggruppati per temi: paesaggi, ritratti, scene di vita quotidiana.

VIESTE: Museo Malacologico

Il museo malacologico di Vieste nasce dalla passione dei coniugi Anna Ragni e Biagio Simone che nel corso degli anni e dei loro innumerevoli viaggi hanno raccolto migliaia di reperti in tutto il mondo ed in particolare nei paesi asiatici.

In totale sono esposti circa 13.500 esemplari provenienti da tutto il mondo e in particolar modo dalle Filippine e in generale dai paesi asiatici.

Tutt’oggi questa collezione è destinata ad aumentare ed essere ampliata, oltre che da altre conchiglie, da fossili  di conchiglia provenienti per la maggior parte dal Marocco e dal Madagascar.

In definitiva la visita al museo è da considerarsi un vero e proprio tuffo nei mari del mondo senza bisogno di doversi bagnare. Se ci si mette ad osservare bene tutti i reperti e a leggere i pannelli didattici la visita durerà anche un paio di ore.

Giusto per fare una precisazione c’è da dire che la parola “Malacologia” dal greco malakos (cosa molle) è la disciplina scientifica che si occupa dello studio dei molluschi. Attualmente questo termine si utilizza spesso anche per lo studio delle conchiglie sebbene il termine più preciso sarebbe concologia o meglio ancora conchiliologia.

FOGGIA: Museo di Storia Naturale

Nel Museo, tra le molte collezioni presenti, di particolare interesse storico è quella faunistica (oltre 200 esemplari ornitologici e circa 1.000 insetti).

Di rilievo anche i reperti mineralogici e geologici per imparare a conoscere il territorio. La collezione paleontologica permette di osservare direttamente reperti fossili di organismi animali e vegetali (ammoniti, trilobiti, due grandi calchi di rettile erbivoro e uno ptserosauro carnivoro).

Sono presenti inoltre una ricca collezione malacologica (conchiglie terrestri, di acqua dolce e di mare), una ornitologica, con un vasto campionario di uccelli presenti nella provincia di Foggia, una sezione dedicata ai mammiferi e una alla biologia marina, comprendente un esemplare di squalo-elefante lungo 7,5 m, scheletri e calchi di delfini, tartarughe e acquari.

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