Ostuni

Se pensate che il bianco sia tutto dello stesso colore, andate a vedere le mura aragonesi di Ostuni: il loro candore è di una bellezza accecante.

La città bianca è una delle mete più popolari della Regione Puglia.

Ostuni, anche chiamata la Città Bianca splende e riflette il suo candore dei palazzi arroccati sui bastioni fino al mare. Salite in cima all’abitato per ammirare lo spettacolo che vi si proporrà: il verde intenso del Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere e subito dopo l’azzurro del mare.

Tra le case addossate le une alle altre, collegate da archi e scalinate, i muri di un bianco candido raccontano di come la città si trincerò, grazie a degli altissimi bastioni, dal pericolo del turchi, di come addossò le costruzioni per sfruttare al meglio lo spazio all’interno delle mura e di come si difese dal pericolo della peste cospargendo di calce bianca le parteti delle case.

Cosa vedere 

Piazza della Libertà

Piazza della liberta è il luogo d’incontro tra città nuova e città vecchia.

E’ il luogo ideale per inziare la visita della città.

Abbracciata da eleganti palazzi, al centro si trova un’appariscente guglia in stile napoletano (1771), in cima alla quale potete ammirare la statua di Sant’ Oronzo, patrono della città. Di fronte alla scultura potete ammirare il Palazzo Municipale, ex monastero francescan, che presenta una facciata neoclassica.

Palazzo Zevallos

Avviandosi per via Cattedrale, nel meraviglioso borgo bianco di Ostuni, a metà cammino sulla sinistra, poco oltre il palazzo della corte si incontra l’attuale palazzo Ayroldi, noto anche come palazzo Zevallos.

Il palazzo in pietra spicca per le sue linee semplici ed eleganti in stile classicheggiante affianco al palazzo Siccoda che al contrario si presenta avvolto da una candida tinteggiatura in latte di calce.

Il palazzo Zevallos è testimonianza di un periodo nefasto per la città di Ostuni.

Infatti Ostuni data la sua posizione geografico e l’affaccio sull’Adriatico è sempre stata una città regia demaniale, quindi non soggetta a nessun potere feudale. Purtroppo improvvisamente la storia di Ostuni cambiò radicalmente quando nel 1639 fu data in feudo alla famiglia Zevallos, una famiglia di banchieri originaria del napoletano. Questo perché i Borboni essendosi fortemente indebitati con la famiglia e non essendo in grado di restituire il denaro ricevuto preferirono, per compensare il debito, assegnare una città alle inevitabile angherie degli Zevallos, che ottennero tra l’altro anche il titolo di duchi.

Tale dominazione segnò non solo il tracollo economico di Ostuni, ma anche un notevole decadimento morale dei costumi, al punto tale che molte famiglie nobili decisero di allontanarsi dalla città natia.

Cattedrale

Arrivati a fine Via Cattedrale, vi apparirà dapprima l’imponente profilo di questa chiesa gioiello; poi vedrete la facciata, che lascia a bocca aperta.

I tre rosoni in pietra gentile sono opere minuziose e complesse; osservate in particolare quello centrale, che raffigura il Cristo Salvator Mundi circondato dai 12 apostoli. La cattedrale fu costruita fra 1435 e 1495 ma più volte rimaneggiata, tant’è che al suo interno presenta ancora la settecentesca struttura a croce latina.”

Palazzo Vescovile 

Fermatevi ad ammirare la sobrietà della facciata di questo palazzo, edificato intorno al 1560 recante la lapide di fondazione di un castello normanno costruito nel 1148 e purtroppo crollato nel 1559.

L’edificio attuale è unito al Palazzo del Seminario.

Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia

E’ l’unico museo presente ad Ostuni ed è ospitato nel complesso composto da un ex convento delle carmelitane di clausura (del XVIII secolo) e dalla Chiesa di San Vito Martire. Al suo interno è conservato lo scheletro di una giovane donna incinta, risalente all’Alto Paleolitico (25.000-20.000 anni fa), rinvenuto nel Parco Archeologico e Naturale di Santa Maria di Agnano dove sono esposti il calco dello stesso scheletro di donna e altri reperti interessantissimi.”

Chiesa dell’Annunziata

Nella zona al confine tra la parte vecchia e quella nuova della città c’è la Chiesa dell’Annunziata, la cui visita è d’obbligo. All’interno custodisce la Deposizione di Paolo Veronese (1570), che fu recuperata, dopo esser stata trafugata, nel 1977.”

Spiagge

Ostuni ha una posizione invidiabile anche per le spiagge: in soli 6 km, infatti, percorrendo la SP20 si raggiunge la costa fra l’antico Porto di Villanova (oggi porticciolo turistico), dominato da una torre-castello del XVI secolo, e Torre Canne. In questo susseguirsi di calette libere e spiagge attrezzate, l’atmosfera più selvaggia (purtroppo in parte turbata dalle auto parcheggiate vista mare) si respira sugli scogli di Gorgognolo, presidiati dalla casa rossa che apparteneva ai conti Incalzi. Proseguendo da qui verso nord si incontrano Diana Marina e Monticellli, con le loro piccole calette sabbiose, poi il Pilone (dove c’è l’omonimo campeggio), con la sua lunga spiaggia fiancheggiata dalle dune, e la torre aragonese di San Leonardo. Al Lido Boscoverde (331 767 40 08; www.lidoboscoverde.it; Contrada Pilone) troverete un parcheggio custodito a pagamento, un beach club e, dietro la spiaggia di sabbia bianca affollata di ombrelloni e sdraio, un ristorante (pasti €30-40) con piatti di pesce e ingredienti biologici.

Per raggiungere le spiagge con l’auto ricordate di muovervi sulla complanare, ovvero la strada che corre parallela alla SS379 (sulla quale non trovereste le uscite per i numerosi lidi della costa).

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